Giunge in redazione direttamente dalla magica Andromeda Relix, l’album “Nu-Man” ovvero il terzo disco della band abruzzese FARO. Sonorità particolari e ben poco commerciali, se proprio dobbiamo trovare un riferimento possiamo citare i Tool ma anche i Katatonia o i Tiamat. È un disco decisamente by night con un suono moderno darkeggiante che ben si lascia ascoltare. Non ascolterete mai un picco di energia, ma nello stesso tempo non regala momenti sulfurei. Quindi direi quasi un bel disco travel, ma andiamo ad analizzarlo: “Isaac”: Katatonia ma a tratti ricordano anche i Tiamat. Un sound cupo, dark rock molto elegante ma stranamente sensuale. Se questo è l’inizio promette decisamente bene. “Crystal cage”: La voce di Rocco De Simone è decisamente bella, a tratti eterea. Un brano che è molto più arioso del precedente, il rock c’è ma poeticamente perfetto nel genere Faro. “Paradox”: Continua sui generis delle prime tre. Capito qual è il sound della band si riesce a capire come i Faro siano decisamente un combo da seguire, perché non molti in Italia sono capaci di creare musica ambient- dark –rock. Paradox ne è un esempio. “Inside”: Breve ma intenso così si dice, ma decisamente bello. “Cradle”: Secondo me eleva ancor di più il level di questo disco. Gran bella canzone con un refrain che entra direttamente e prepotentemente in testa. “Protective”: È un album molto lineare questo “NU-Man”, dove anche questo brano resta sempre sui generis, ma lo fa con tanta eleganza. “Knots”: Ecco al momento questa è la grande bellezza di questo album. Decisamente la miglior canzone di questo bel disco (almeno fino ad ora). “The mirror”: Voi non ci crederete ma anche questa canzone la trovo nel sound decisamente sensuale. Un brano alla Tiamat (che adoro), un brano molto cadenzato, con la voce stupenda a farla da padrone. “Appearances”: il viaggio continua e stavolta siamo di notte su un’autostrada, libera, dove lo stereo è a palla e suona questa canzone. “Blow”: Ci fa continuare questo introspettivo viaggio in macchina su e giù per l’Italia. Suono lento, avvolgente, ma allo stesso tempo, da attenzionare. “Room 39”: Tornano i Katatonia, ad imperversare nelle idee musicali dei Faro. Bel pezzo! “Red thread”: Arriviamo a questa canzone che è la dodicesima di questo disco. Devo dire che è subito amore, un brano che non è ne rock, ne dark, né metal ma che è tutta l’essenza di questo disco così particolarmente oscuro. Bella davvero. “Human”: Ecco che improvvisamente i nostri danno gas, mantenendo però sempre questa aria di velata oscurità! “Touch”: Si chiude con questo brano, che resta nel genere dark rock come sempre, con una bella dose di eleganza. Non è stato facile per me recensire questo album dei FARO, ma devo dire che questo disco ha un suo splendido perché. Vi consiglio di ascoltarlo in un impianto serio e possibilmente al buio per poterne gustare a pieno l’essenza musicale. Roberto Bruno
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Maggio 2025
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