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2060 Italian Graffiati : quando Ivan Cattaneo osò spettinare gli intoccabili '60

6/19/2026

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Alle soglie dell'estate del 1981 Ivan Cattaneo compì un'operazione che oggi può sembrare normale, ma che all'epoca aveva il sapore della rivoluzione. Con l'album *2060 Italian Graffiati* decise infatti di riportare alla luce una serie di grandi successi degli anni Sessanta, reinterpretandoli in una maniera completamente nuova, personale e provocatoria.

Oggi siamo abituati a cover, remake e riletture di ogni genere. Negli anni Ottanta, però, il panorama musicale era molto diverso: gli artisti puntavano soprattutto sui propri brani originali e l'idea di costruire un intero progetto discografico su canzoni già portate al successo da altri appariva quantomeno insolita. Fu una scelta coraggiosa, sostenuta anche dall'intuito di Caterina Caselli, che comprese immediatamente il potenziale di quell'operazione.

Ma il segreto del successo di Ivan Cattaneo non fu semplicemente quello di riproporre vecchie canzoni. La sua forza stava nel trasformarle. Brani come *Bang Bang*, *Il geghegè* e *Una zebra a pois* vennero completamente rivestiti della sua personalità: ironia, teatralità, trasgressione, gusto per il gioco e una vena dissacrante che rendeva ogni interpretazione unica. Non erano semplici cover, ma vere e proprie reinvenzioni.

Cattaneo arrivava inoltre da un percorso artistico già consolidato. Album come *Urlo* avevano attirato l'attenzione del pubblico e della critica, facendone uno degli artisti più originali e anticonformisti della scena italiana. *2060 Italian Graffiati* rappresentò però il punto di svolta definitivo: il disco esplose nelle classifiche, conquistò la radio e la televisione e trasformò Ivan in un personaggio popolarissimo.

Paradossalmente, quel successo finì anche per diventare una sorta di gabbia. Molti finirono per identificare Ivan Cattaneo quasi esclusivamente con quell'operazione revival, dimenticando spesso la ricchezza e la varietà della sua produzione artistica. Eppure, proprio grazie a quel progetto, il suo nome è entrato nella storia della musica italiana.

Se da un lato *2060 Italian Graffiati* rischiò di confinare l'artista dentro un'etichetta precisa, dall'altro gli garantì un posto speciale nella memoria collettiva. Ivan Cattaneo fu infatti uno dei primi a comprendere che il passato poteva essere reinterpretato e trasformato in qualcosa di nuovo. In un'epoca in cui i classici degli anni Sessanta erano considerati quasi intoccabili, ebbe il coraggio di graffiarli, colorarli e renderli contemporanei.

E forse è proprio questa la sua più grande eredità: non aver semplicemente cantato quelle canzoni, ma averle fatte diventare, ancora una volta, vive.

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